Il Model Context Protocol (MCP) è uno standard che permette a un agente AI di collegarsi a dati e servizi esterni — un database, un sistema di ticket, un'API aziendale — con un'interfaccia uniforme, così non serve scrivere un'integrazione ad hoc per ogni strumento. Se hai letto il nostro articolo su MCP che diventa stateless, sai già che la specifica continua a evolversi rapidamente. Puoi immaginare MCP come la presa elettrica universale: definisce come l'agente "si collega" a un sistema esterno per leggere o scrivere dati, in modo standardizzato indipendentemente da chi ha costruito quel sistema.
Diciotto mesi fa MCP era la novità che tutti volevano integrare: ogni demo, ogni connettore per chatbot girava su MCP sotto il cofano. Il protocollo risolve un problema tecnico preciso — collegare l'agente al mondo esterno — ma non dice nulla su come l'agente debba comportarsi o quale procedura seguire per un compito specifico.