Quando chiedi a un assistente AI di risolvere un bug, e lo stesso assistente scrive anche il test che dimostra che il bug è risolto, manca un ingrediente fondamentale di qualunque verifica seria: l'indipendenza tra chi implementa e chi controlla. Un umano che scrive sia il codice sia il test tende, per gli stessi bias cognitivi, a scrivere un test che conferma quello che ha appena fatto, non un test che lo mette davvero alla prova. Un modello linguistico ha lo stesso problema, amplificato dal fatto che lavora molto più in fretta e produce entrambi — implementazione e verifica — nello stesso respiro, senza la pausa che a un umano servirebbe per cambiare prospettiva.
Il risultato pratico è un test che passa non perché il bug sia davvero risolto, ma perché il test è scritto in modo da passare quasi sempre: un caso limite non coperto, un'asserzione troppo generica, una condizione che il codice corretto e quello sbagliato soddisfano entrambi allo stesso modo. Il segnale verde nella pipeline di CI diventa un falso senso di sicurezza, esattamente nel momento in cui serve di più fidarsi di quel segnale.