I TV box Android generici — le chiavette o le scatolette da collegare alla TV che promettono film, serie e canali sportivi "gratis per sempre" con un solo pagamento — sono da anni sotto osservazione per un motivo noto: molti rivendono di nascosto la connessione Internet di chi li usa a sconosciuti, trasformando la rete di casa in un nodo di una rete proxy. Un'indagine recente del ricercatore Pedro Falé, della società di sicurezza Bitsight, ha aggiunto un tassello inquietante registrando un dominio scaduto che un tempo veniva usato per raccogliere telemetria da decine di migliaia di dispositivi di un marchio molto diffuso, l'H96.
Analizzando il traffico che arrivava a quel dominio, Falé ha notato qualcosa di assurdo: quasi tutti i TV box si dichiaravano smartphone, con marche come Samsung, Vivo, Huawei e Xiaomi. Ogni dispositivo aveva installate le stesse due app, sviluppate da un'azienda cinese, la Zhejiang Fengwo IoT Technology, che gestisce anche una rete di siti web con articoli generati da IA in settori come finanza, salute, istruzione, gaming e cucina. Il trucco: quei siti mostrano pubblicità solo quando il visitatore sembra un telefono — cioè solo quando è uno dei TV box "travestiti" a visitarli.