Il "vibe coding" (termine ormai diffuso per indicare l'uso di assistenti come Claude, Codex, Gemini, Cursor o Windsurf con prompt vaghi tipo "creami una dashboard", senza requisiti né architettura definiti) è genuinamente divertente: idee che prima richiedevano settimane di prototipazione prendono vita in una serata. Il problema arriva quando il progetto cresce oltre il prototipo del weekend.
Chiedi di cambiare un bottone e cambia la barra di navigazione. Chiedi di sistemare la barra di navigazione e si rompe l'autenticazione (il meccanismo che verifica chi sei prima di farti entrare). La sistemi e sparisce metà dello stile grafico. La cronologia della chat finisce per somigliare più a una seduta di terapia di coppia che a una sessione di sviluppo: "ti avevo chiesto di cambiare una cosa sola" — "lo so, ma pensavo fosse meglio così".