Il typosquatting classico punta sul tuo errore di battitura:
registri "expres" vicino a "express" e aspetti che le dita
scivolino. Lo slopsquatting (termine coniato da Seth Larson della
Python Software Foundation) ribalta il meccanismo: non serve
nessun errore umano. Chiedi al tuo coding assistant un modo pulito
per gestire l'OAuth2 (il protocollo standard per autorizzare
un'app ad accedere a un servizio senza passargli la password), e
lui ti suggerisce pip install requests-oauth2-helper.
Il nome suona plausibile, la sintassi è quella giusta — peccato
che quel pacchetto non sia mai esistito. Il modello l'ha
"allucinato" (cioè generato con sicurezza pur non essendo reale),
e se un attaccante lo ha notato prima di te, quel nome ora esiste
davvero su PyPI o npm, pieno di codice malevolo.
Qui la vittima designata non è chi sbaglia a scrivere, ma chi si fida ciecamente del suggerimento e digita il nome esatto, carattere per carattere, copiandolo da una fonte in cui ripone più fiducia delle proprie dita. L'errore è già stato commesso a monte, dal modello, e tu lo stai solo riproducendo fedelmente in un terminale con permessi di scrittura sul tuo sistema.