Chiedi a un senior cosa lo ha reso tale e non ti risponderà "una certificazione". Ti racconterà di sistemi che ha rotto, incidenti in cui è rimasto seduto ore a capire cosa non andava, codebase che ha dovuto leggere per settimane prima che iniziassero ad avere senso. Il giudizio tecnico non si scarica, si accumula attraverso migliaia di piccole collisioni con sistemi reali — spesso compiti poco entusiasmanti, all'epoca noiosi.
Il problema è che quel lavoro noioso era esattamente quello che l'AI ha iniziato a fare in pochi secondi: scaffolding di endpoint CRUD (le operazioni base di creazione/lettura/modifica/cancellazione dati) e validazione dei form, che insegnavano la forma del framework; bug fix minori, che insegnavano a leggere uno stack trace (la sequenza di chiamate che ha portato all'errore) e poi il codice di altri; glue code (il codice che collega un servizio A a una coda B) che insegnava timeout, retry, il valore di configurazione che conta solo in produzione; le quaranta note su una prima pull request, che erano il modo più veloce dell'industria per trasferire "gusto" tecnico. Automatizzare tutto questo non ha tagliato lo spreco: ha cancellato il programma di formazione tenendosi l'esame finale.