In questi giorni gira una campagna di phishing (tecnica con cui qualcuno finge di essere un ente ufficiale — banca, comune, portale statale — per convincerti a inserire i tuoi dati su un sito falso identico all'originale) che imita il Portale dell'Automobilista, il sito del Ministero dei Trasporti dove si controllano patente, bollo e punti. Arriva via email o SMS, avvisa di un pagamento in sospeso o di un documento da regolarizzare, e porta su una pagina clone che raccoglie login e dati della carta di credito.
Il trucco funziona perché la pagina è quasi indistinguibile dall'originale: stesso logo, stessi colori, stesso layout. L'unica differenza reale è nell'indirizzo del sito, che imita quello vero ma non è quello vero — magari con un dominio simile o un sottodominio strano. Il lucchetto HTTPS (la connessione cifrata del browser) non aiuta: garantisce solo che i dati viaggiano criptati, non che il sito dietro sia legittimo — anche i siti truffa oggi hanno HTTPS.